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Ma come nasce uno SHOW?

I Consigli del nostro Maestro di Balli Caraibici
Tommaso La Torre

Come preparare un’esibizione?

Prima di addentrarmi sull’argomento SHOW voglio darvi il mio umile e modestissimo punto di vista: un vero danzatore non si vede durante uno show ma durante un’improvvisazione qualsiasi, dove genio, imprevedibilità, sregolatezza, fantasia e musicalità sono liberi di sperimentare nuove combinazioni. Componenti che durante l’esecuzione di una coreografia devi purtroppo dominare.

Detto ciò cerchiamo adesso di capire come preparare un’esibizione, un saggio, uno show...

Quattro minuti, quattro giri completi di lancette, 240 secondi per dare il massimo, per far vedere al mondo intero di che pasta siamo fatti. Pochi minuti per ballare, interpretare, recitare una coreografia, davanti ad un pubblico o ad una giuria, per strada o in teatro. Quattro minuti per superare un’audizione.

Ma come nasce uno show? Come si prepara concretamente uno show? Come ci si prepara fisicamente e mentalmente? Come coniugare emotività, concentrazione, comunicazione, sensualità?

Che sia danza moderna, o danza classica, che sia un valzer o hip hop, che sia un cha cha o un tango argentino ciò che importa è la progettualità. Bisogna progettare il tutto. Almeno questo è ciò che io e la mia ballerina facciamo quando andiamo a costruire uno show da portare in giro in Italia e all’estero. Quindi ciò che leggerete è ciò che noi facciamo e che abbiamo fatto, ciò che leggerete sono solo consigli pratici per portare a casa il risultato finale: vivere uno show.

  • 1° Step. I ballerini.

A prescindere dalle loro capacità tecniche (che sono comunque essenziali) è fondamentale capire come ragionano i ballerini che abbiamo scelto per lo show. Montare una coreografia non è cosa semplice, quindi è necessario (per non perdere tempo e sprecare energie) conoscere alla perfezione il materiale umano con il quale ci stiamo accingendo a lavorare.

Per eseguire bene uno show di 4 minuti è necessario provare almeno 4000 minuti e a volte anche di più (circa 67 ore). Quindi prima di addentrarmi e riversare in un nuovo show tutte le mie energie è necessario conoscere la propensione al sacrificio che hanno i ballerini prescelti:

  • Come ragionano?
  • Quanto sono disposti a faticare?
  • Hanno del tempo da dedicare alle prove?
  • Come affrontano le prove?
  • Quanta energia e intensità mettono nelle prove?
  • Saranno costanti durante gli allenamenti?
  • Come reagiranno quando tutto andrà storto?
  • Si scoraggiano e si arrendono facilmente?
  • Saranno perseveranti?

Ecco questo è il primo step. Conoscere come ragiona il partner è essenziale. Se non ragiona nel tuo stesso modo, non iniziare neanche. Sprecheresti tempo ed energie che invece potresti riversare in altri progetti. Incidi questa frase nel tuo cervello, nei momenti di sconforto ti aiuterà.

“Sapevi che il leone quando caccia fallisce dalle 7 alle 10 volte prima di riuscire a catturare la preda?
L’85% della sua vita è un fallimento.
E allora cosa fa di lui un re?
LA SUA PRESEVERANZA”.

2° Step. La musica.

Scelti i ballerini, dobbiamo adesso decidere che musica utilizzare e che arrangiamento musicale fare (in questo caso sarebbe opportuno farsi aiutare da un fonico o da esperti che sappiano mixare più musiche). Ovviamente la musica dovrà enfatizzare le caratteristiche dei miei ballerini e non sminuirle. Dovrà tirare fuori il 100% da ogni singolo ballerino. Forse la scelta di una canzone è la cosa più ardua, è la scintilla dalla quale parte il tutto, deve risvegliare un qualcosa dentro di noi, deve accendere un desiderio, deve infiammarci. Io personalmente non farei mai uno show su una musica che non mi emoziona. Quali sono le note che ci fanno letteralmente impazzire? Quale sono le sonorità che ci permettono di vomitare sul parquet tutte le nostre emozioni? Quali sono quegli accenti che ci rendono veri animali da palcoscenico?

3° Step. Ascolto.

Scelti ballerini e musica adesso dobbiamo concentrarci sull’ascolto. Bisogna ascoltare per ore e ore la musica prescelta. Ascoltare i rif e gli accenti. Ascoltare bene il nostro brano e chiederci in continuazione e ad ogni frase: “Cosa vuole dal mio corpo, questo passaggio musicale?” Da un ascolto accurato uscirà senz’altro un coreografia con un’ottima musicalità. “La musica ci insegna la cosa più importante del mondo: ascoltare”.

4° Step. Nasce la coreografia.

Dopo aver ascoltato bene la canzone, nella nostra mente prendono forma tante idee e da lì nascerà pian piano la nostra coreografia, che sarà frutto di un’infinità di passi, prese, assoli, combinazioni, tentativi e chi più ne ha più ne metta. Di fronte allo specchio costruiremo e puliremo tutti i singoli passaggi. Ovviamente il risultato finale sarà frutto di tanti esperimenti. Esperimenti positivi e negativi. A volte bisognerà confrontarsi, a volte bisognerà azzerare il tutto e ricominciare. Può anche capitare che a volte ci piace il passaggio che stiamo eseguendo ma ci rendiamo conto che è fuori posto. Magari ci rendiamo conto che la canzone in quel momento vuole altro e quindi sarà necessario apportare delle modifiche.
Un consiglio utile che mi sento di darvi è quello di riprendere, con il telefonino, tutti i singoli passaggi (da angolazioni diverse); così facendo capiremo se la nostra performance è ottimale o se viceversa dovrebbe essere modificata.

5° Step. Il mio peggior nemico? Lo specchio

Una volta completata e chiusa la coreografia bisogna iniziare ad abbandonare il più velocemente possibile lo specchio. Anche se durante la fase della costruzione della coreografia lo specchio si è rivelato un ottimo aiutante adesso bisognerà oscurarlo. Dovremo iniziare a ballare e smettere di guardarci allo specchio. Quindi le pareti che utilizzeremo da adesso in poi, quelle in cui immagineremo che ci sia il pubblico saranno le rimanenti tre, presenti nella stanza. In ogni prova cambieremo la parete di riferimento. Questo sarà un ottimo esercizio per la nostra memoria visiva. Dobbiamo essere pronti a farlo ovunque e di fronte a qualsiasi scenario possibile.

6° Step. Un alleato? Abitua il tuo cervello alla distrazione, all’imprevedibile.

Nel corso degli anni, e durante i tantissimi show e gare alle quali ho partecipato, ho notato che l’emozione, la distrazione o un evento imprevedibile possono giocare brutti scherzi. Frequentando discoteche e facendo il 90% dei nostri show in questi contesti bisogna sempre mettere in conto queste maledette incognite. Un faro che ti acceca, uno spettatore che si alza, l’eccessivo vocio, magari anche qualche fischio, pavimento troppo scivoloso, etc..  tutte variabili che potrebbero compromettere la tua performance.

Anche se a scuola vi siete allenati alla grande, avete eseguito la vostra sequenza perfettamente per tantissime volte, non dimenticate mai che la vostra scuola è la vostra zona di confort.. adesso dovrete allenare altro.. dobbiamo allenarci a non perdere la concentrazione. E allenarsi all’aperto vi aiuterà tantissimo; magari in un parco, dove ci sono anche dei bambini che giocano a calcio o mamme che si mettono a guardarti come se fossero in teatro in prima fila con tanto di sedia e libro. Più distrazioni ci saranno meglio sarà. Il mio obiettivo è quello di non distrarmi. Devo allenarmi a rimanere concentrato a prescindere da ciò che io possa vedere o sentire. A prescindere da tutto quello che succederà attorno a me io dovrò andare avanti con la mia coreografia. Il pubblico non esiste. Il mondo esterno non esiste. Esiste solo la mia musica, la mia ballerina e la mia coreografia. Più distrazioni ci saranno più il mio allenamento sarà produttivo. Non voglio eseguire la mia sequenza, voglio ballare la mia sequenza. Voglio che al pubblico arrivi questo. Fidati. Funziona.

7° Step. Il mio miglior amico? La volontà.

Ho visto tantissimi ex ballerini talentuosi perdersi per strada e ho visto invece discreti ballerini diventare ottimi ballerini e grandi maestri. La volontà in questa disciplina è fondamentale. Quando prepari uno show, allenati sempre alla grande, organizza la giornata in modo che tu possa allenarti, fallo sempre con altissima intensità, allenati come se quella prova fosse addirittura lo show finale. Allenate passi, espressività, presenza scenica, mimica facciale. E quando sarete stanchi ed esausti provate ancora un paio di volte. “Volli, sempre volli, fortissimamente volli”.

8° Step. La mia migliore amica? La costanza

Costanza negli allenamenti, nelle prove, nell’intensità. Poco alla volta ma costanti.

Da bambini impariamo dapprima a gattonare, poi a camminare e infine a correre. Nella danza e nello show è la stessa cosa. Un passo alla volta, fatto bene e in modo costante vi porterà lontano.
Lucrezio sosteneva “Cadendo, la goccia scava la pietra, non per la sua forza, ma per la sua costanza”.
Niente di più vero.

Buona danza a tutti!
Tommaso La Torre — 

Tommaso La Torre è insegnante di balli caraibici presso Scuola di Danza ON-STAGE. Inizia il suo percorso di studii a Catania e successivamente presso la Max Ballet Academy, Scuola di Arte e Spettacolo di Firenze, dove ha la possibilità di studiare con maestri di chiara fama (Massimo Lupo, Alberto Valdes, Eloy Leyva, Tomasito Santamaria, Emir Hernandez, Niovis Soto, Teresa Castagneda, Niurka Aguero, Massimiliano Terranova…). Approfondisce, inoltre, il percorso di studio delle danze Caraibiche a Londra con il Maestro Alcalà. Nel 2019 si diploma Roly Maden Style. Insegna dal 2000. Con Jessica, sua partner artistica, è ospite di prestigiosi eventi e congressi in tutta Italia in qualità di ballerino e di insegnante.
E’ inoltre vincitore di vari campionati regionali e Italiani nelle categorie Bachata e Salsa Cubana. E Isegnante Diplomato in Danze Carabiche AID&A

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